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	<title>dipendenze &#8211; Amrita Edizioni</title>
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		<title>Come uscire dalla rete del gioco d&#8217;azzardo</title>
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		<pubDate>Wed, 07 Feb 2024 07:40:48 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Uscire dalla rete del gioco d’azzardo non è facile, perché non si tratta di un vizio, ma di una malattia che richiede una cura specifica, dai risultati non sempre certi.]]></description>
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									<p>Fabio Pellerano. educatore professionale specializzato in dipendenze, in questi anni ha incontrato molte persone con un disturbo da gioco d’azzardo (e i loro familiari): molte di loro, un po’ alla volta, <strong>sono riuscite a superare le difficoltà e a vivere meglio</strong>, senza più quel desiderio incontrollabile di recarsi alla slot sotto casa, comprare un <em>Gratta e Vinci</em>, scommettere su un evento sportivo.</p><p>&#8220;<em>Come uscire dalla rete del gioco d’azzardo</em>&#8221; nasce quindi grazie a loro: leggendolo si incontrano le loro storie e le loro strategie.</p><p>Si illustrano dei percorsi efficaci già sperimentati, si spiega come gestire le ricadute, si offre<strong> un sistema per monitorare i progressi e pianificare i passi futuri</strong>.</p><p>Vi si trovano suggerimenti e strategie anche per i familiari, e può risultare molto utile anche agli addetti ai lavori o a chi si interessa del fenomeno del gioco d’azzardo per la sua connotazione sociale, sanitaria, economica e legale.</p><p><strong>Uscire dalla rete del gioco d’azzardo</strong> non è facile, perché non si tratta di un vizio, ma di una malattia che richiede una cura specifica, dai risultati non sempre certi.</p><p>Nuova edizione ampliata e aggiornata del libro &#8220;<em>Azzardopatia</em>&#8220;.</p><p> </p><p><strong>INDICE:</strong></p><p>Prefazione</p><p>Premessa</p><p>Avvertenze per il giocatore o la giocatrice</p><p>Avvertenze per i familiari</p><p>Introduzione &#8211; Gioco d’azzardo e difficoltà nel cambiamento</p><p>Il gioco: peculiarità e tipologie</p><p>Quando il gioco diventa un “azzardo”</p><p>Per i familiari</p><p>Per i familiari</p><p><strong>Cap. 1</strong> <br />Percorso n. 1: non pensare di poter controllare il caso, soprattutto quando ci sono dei soldi in palio</p><ul><li>La storia di Vittorio</li><li>Non si può prevedere il caso</li><li>Pensiero e gioco</li><li>Per i familiari</li><li>Riflettiamo sulle probabilità</li><li>Pensieri non realistici ed errori cognitivi</li><li>Per i familiari</li><li>Trova per ogni pensiero la categoria giusta</li><li>Per i familiari</li><li>La “carriera” di un giocatore</li><li>Per i familiari</li><li>Per i familiari</li><li>Per i familiari</li><li>Per i familiari</li><li>Per i familiari</li><li>Perché smettere o ridurre l’attività di gioco?</li><li>Le conseguenze negative del gioco d’azzardo</li><li>Aspetti neurologici e farmacologici del disturbo da gioco d’azzardo</li><li>Un’altra strategia per non giocare</li></ul><p><strong>Cap. 2</strong> <br />Percorso n. 2: non è tutto oro quel che luccica</p><ul><li>La storia di Rita</li><li>Come vedi e usi il denaro?</li><li>Quando è corretto l’uso che fai del denaro?</li><li>La speranza di rifarsi</li><li>Come puoi migliorare il tuo rapporto con il denaro</li><li>Quando vincere non basta</li><li>Il tutoraggio economico</li><li>Per i familiari</li><li>La dimensione economica del gioco d’azzardo in Italia</li><li>Il fenomeno dell’usura</li><li>L’uso del denaro</li><li>Per i familiari</li><li>Quanto ti serve per vivere</li><li>Due modi di gestire il proprio budget</li><li>Per i familiari</li><li>Il codice della crisi</li><li>Forme di tutela maggiore</li><li>Le infiltrazioni mafiose</li></ul><p><strong>Cap. 3</strong> <br />Percorso n. 3: le relazioni del giocatore d’azzardo</p><ul><li>La storia di Loris</li><li>Siamo immersi in un mondo di relazioni</li><li>Per i familiari</li><li>Aspetti psicologici del disturbo da gioco d’azzardo </li><li>Per ogni giocatore ci sono fino a sei persone danneggiate</li><li>Situazioni a rischio e strategie</li><li>Il senso di colpa e la vergogna</li><li>Aver detto tante bugie, aver sentito tante promesse</li><li>Gestire le emozioni/sentimenti</li><li>Gli 8 passi per gestire le emozioni</li><li>Il gioco d’azzardo e i migranti</li><li>Il gioco d’azzardo e i minorenni</li><li>Per i familiari</li><li>Per i familiari</li></ul><p><strong>Cap. 4</strong> <br />Percorso n. 4: tempo lavoro e tempo libero</p><ul><li>La storia di Pavel</li><li>La gestione del tempo</li><li>Una nuova giornata</li><li>I programmi TV, ma non solo</li><li>Farlo come mestiere non è proprio una buona idea</li><li>Stress e opportunità</li><li>Per i familiari</li><li>L’alcol, le sigarette e le sostanze stupefacenti</li><li>Per i familiari</li></ul><p><strong>Cap. 5 </strong><br />Il craving e la gestione del desiderio</p><ul><li>Se lo conosco, lo affronto</li><li>Se lo conosco, lo affronto e reagisco</li><li>Se lo conosco lo affronto, reagisco e lo gestisco</li><li>Per i familiari</li><li>L’astinenza</li></ul><p><strong>Cap. 6</strong> <br />Se torni a giocare, se non riesci a smettere</p><ul><li>Svarioni e uscite di strada</li><li>Per i familiari</li><li>Non abbassare la guardia</li><li>Dove corriamo più rischi?</li></ul><p><strong>Cap. 7</strong> <br />Progettare e realizzare un percorso di cambiamento</p><ul><li>Definisci gli obiettivi</li><li>Definisci come raggiungerli</li><li>Definisci cosa serve per raggiungerli</li><li>Definisci le tempistiche</li><li>Verificane il raggiungimento</li><li>Riprogetta o progetta obiettivi alternativi</li><li>Realizzare un cronoprogramma</li></ul><p>Conclusioni</p><p>L’autore</p><p>Postfazione</p><p>Soluzioni degli esercizi</p><p>Appendice 1</p><p>Appendice 2</p><p>Appendice 3 &#8211; Elenco dei servizi pubblici e privati</p><p>Appendice 4 &#8211; Elenco delle Fondazioni antiusura</p><p>Appendice 5 &#8211; Risorse dal web</p><p>Appendice 6 &#8211; Risorse per chi ama leggere</p>								</div>
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		<title>Cibodipendenti</title>
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		<pubDate>Wed, 13 Apr 2016 17:49:59 +0000</pubDate>
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									«Mi chiamo Catherine Hervais, sono una psicoterapeuta e la bulimia la conosco fin troppo bene. Ne ho sofferto per quindici anni, l’ho vissuta fino alla nausea, e non solo in senso figurato. Ho visto una marea di medici, nutrizionisti, psichiatri, senza mai osare rivelare che vivevo per mangiare, mangiavo per vomitare, e vomitavo per tornare a mangiare. All’epoca identificavo la bulimia come il problema principale, mentre dalla più tenera età avevo guardato il mondo con occhi spaventati, sentendomi una marziana».

Oggi la Hervais ci spiega che il problema risale alla primissima infanzia, quando si dovrebbe esplorare la relazione con l’altro e per qualche ragione qualcuno non ci riesce, avendone avuto, invece, paura. La bulimia-anoressia è vista qui non come un disturbo del comportamento alimentare, bensì come il sintomo di coloro che non sono in contatto con le loro radici; come la tossicomania, l’alcolismo e tutte le patologie legate all’azione, è un tentativo di gestire le proprie paure: ha un potere tranquillizzante&#8230; ed è utile per bloccare l’accesso alle proprie emozioni fintanto che l’espressione emotiva resta ingestibile.

«Ma l’inconscio è atemporale, ed è pieno di risorse: in un contesto nuovo, con nuove situazioni, a qualunque età una persona può intraprendere il percorso di maturazione psichica che non è potuto avvenire all’inizio della vita», e la Hervais conduce i cibodipendenti a sperimentare un contatto completo, senza bisogno di materializzarlo attraverso il tatto, passando dalla comunicazione verbale e non.

«Perché sono stata una “tossica” del cibo, una cibodipendente, ho voluto capire. E alla fine ho capito. Meglio, <strong>ne sono uscita</strong>».								</div>
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