La coltivazione elementare è l’erede salvifica di una ruralità secolare tramandata di generazione in generazione, perduta con l’esodo generalizzato del dopoguerra e l’attuale industrializzazione delle campagne. Rivisita il lavoro agricolo adeguandolo a una nuova consapevolezza, nella quale si riconosce chi desidera lasciare la frenesia delle città per vivere un’esistenza affrancata dai mali del materialismo consumista.
Questo libro spiega, con argomentazioni teoriche e pratiche, come nei processi naturali vi sia già la ricchezza per ottenere – grazie a raccolti affidabili e abbondanti – l’autosufficienza alimentare della famiglia e della comunità. Una volta completata la lettura appare chiaro come la nostra esistenza si possa allineare alla perfezione imperscrutabile che la natura ha riposto dentro ognuno di noi, e come tale perfezione possa riverberarsi nella coltivazione dell’orto.
Indice
Premessa. L’Orto Elementare di Angera, ad esempio
Introduzione
1. L’orto di Angera
2. Come sono arrivato ad Angera
3. Come è iniziato l’orto di Angera
4. L’importanza delle erbe selvatiche
5. La preparazione dell’area nell’orto di Angera
6. Pacciamatura: la Rivoluzione del Filo di Fieno
7. Il reperimento e la sistemazione delle piantine ortive e dei semi
8. L’irrigazione
9. Visite all’orto: generazioni a confronto
10. Ancora sull’erba
11. E se l’agricoltura fosse dannosa ed evitabile?
12. Coltivazioni in corso
13. L’estemporaneità: oltre la razionalità
14. L’estemporaneità nell’orto
15. Sono stato un moneyless man
16. 432 Hz
17. I danni della proprietà privata
18. Carbonio
Postfazione: I cristalli di luce dell’Orto Elementare
A cura di Shanti di Lieto Uchiyama



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